Il nostro amato appennino

Noi gente ostinata dell’appennino, gente concreta, fautori della nostra vita e padroni del nostro destino.

Custodi di un antico sapere e vecchie tradizioni tramandate da padri a figli a intere generazioni.

Queste tradizioni noi dobbiamo salvare da questo mondo moderno che le vuole cancellare.

Questa terra e questi monti noi dobbiamo onorare, perchè alle nostre genti han sempre dato da mangiare.

Questa amata terra lavorata con sudore e fatica ci ha dato la dignità e ci ha salvato la vita.

I nostri avi hanno lavorato questa terra con passione e amore per donare ai nostri figli un futuro migliore.

Dobbiamo essere pronti ad aiutare le nostre genti e a rispettare i nostri monti.

Dobbiamo essere sempre disposti a conservare i nostri fiumi e i nostri campi e a curare i nostri boschi.

 

Il poeta ignorante (T.A.)

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Letterina a Gesù Bambino

E’ arrivato un altro Natale e io vorrei tornar bambino per scrivere una letterina a Gesù Bambino.

Caro Gesù Bambino io sono un uomo semplice ed onesto, ma non chiedo nulla per me stesso.

Vorrei la pace su questa terra e che cessasse ogni guerra, vorrei acqua per chi ha sete e vorrei pane per chi ha fame e vorrei che il fuoco dei pastori con il suo calore scaldasse il nostro cuore.

E te lo chiedo per piacere, proteggi tutti noi mentre facciamo il nostro dovere.

Per le donne e per chi è diverso vorrei molto più rispetto, e per questo Natale vorrei meno dolore per chi soffre in ospedale.

E poi ti chiedo una cosa di estrema importanza caccia da questo mondo ogni forma di intolleranza.

Salva questo mondo sempre più in declino e fa nascere ogni giorno nei nostri cuori un piccolo Gesù Bambino.

E per terminare vorrei per tutta la nostra comunità un felice e sereno Natale.

 

Il poeta ignorante (T.A.)

Quel mondo assai diverso

Vi voglio raccontare di un mondo assai diverso, che non esiste più è finito e si è perso.

Io sono nato in inverno in un paesino in montagna che non era il paradiso ma assomigliava più a un inferno.

Nel paese non c’era la strada, mancava l’acqua e non c’era la corrente, c’era solo la miseria e tanta brava gente.

Non c’erano omogeneizzati o pappe pronte quand’ero piccolino e quando avevi fame c’era quasi sempre zuppa o semolino.

Quando avevi sete non aprivi il rubinetto, ma prendevi l’acqua quando c’era con il mestolo dentro al secchio.

Quand’ero un bambino all’alba portavo le mucche a pascolare, ero come Heidi e non avevo mai visto il mare.

Allora veniva tanta neve e noi bambini eravamo in festa perchè non c’era più la scuola, non arrivava la maestra.

A natale si faceva l’albero con il ginepro, ma non c’erano palle luci o lustrini, si usavano caramelle, fiocchi di stoffa e mandarini.

Era un mondo assai diverso pieno di miseria e di fatica, ma se si potesse tornare indietro non la cambierei per nulla al mondo quella vita.

Era un mondo solidale e si stava tutti insieme, c’era molta più amicizia e ci volevamo tutti bene.

Sono passati dei decenni da quel mondo assai diverso, sono migliorate tante cose e sono successi tanti eventi, ma di una cosa sono certo sono peggiorati i sentimenti.

 

Il poeta ignorante (T.A.)

Politici gente onesta

Ladri onesti di questo mondo moderno.

Ladri onesti che vanno al governo.

Politici incapaci e anche balordi, che non fanno nulla ma ci rubano i soldi.

Gente che parla ma non sa cosa dice e si meraviglia se la gente che ascolta non li capisce.

Gente che ruba e sa di rubare, gente coinvolta nel malaffare.

Gente che svuota le nostre tasche perchè solo noi paghiamo le tasse.

Si ruba nei comuni province e regioni, e noi popolo sovrano siamo soltanto dei grandi coglioni.

La gente è arrabbiata e non va più a votare e preferisce in quei giorni andare al mare.

Il popolo è stanco del malgoverno e non ha più fiducia, e crede soltanto nel padre eterno.

 

Il poeta ignorante (T.A.)

Siamo anziani

Diventare anziani non è un grande affare, spendi di più in medicine che comprare il mangiare.

Ti alzi al mattino con un acciacco a destra e uno a sinistra, ti è venuta la cataratta e ti è calata anche la vista.

La vista ti è calata ma non è la sola cosa e quando vuoi sparare ti fa cilecca la pistola.

Di far l’amore è meglio non parlare rischi di finire prima di cominciare.

Ti fanno male le anche perchè hai le artrosi non ricordi più le cose ti è venuta la sclerosi.

Hai il mal di schiena e metterti le calze è sempre un grande evento, e quando ci riesci esulti e sei contento.

Hai la prostata infiammata e te ne stai in disparte e quando devi urinare ti pisci sulle scarpe.

Siamo diventati anziani cari amici, prendiamo la pensione e di questo siam felici.

Siamo anziani e la gioventù un pò ci manca ma un saggio proverbio dice finchè c’è vita c’è speranza.

Sono anziano ma di un cosa son sicuro che noi anziani crediamo ancora nel futuro.

 

Il poeta ignorante (T.A.)

 

Ricordi dal mio passato

Vecchio e amato paese dove sono nato, quando penso a te rivivo il mio passato.

Penso a quando ero piccolino, io, mia mamma, mio babbo, mia sorella il nostro cane ed anche il mio gattino.

Se chiudo gli occhi rivedo quella misera stanza, un vecchio tavolo, quattro sedie, un stufa a legna, una credenza e una malandata panca.

E penso a quei gelidi inverni passati con tanta neve, io fuori al freddo, mia madre che mi chiama e sento ancora il suo passo lieve.

E mi ricordo che per andare a letto c’era la scala esterna e quando la sera veniva buio si usava la lanterna.

Le camere non erano riscaldate e non so se ve lo hanno mai detto ma per non morir dal freddo si metteva il fuoco a letto.

Quelli erano anni felici e spensierati si giocava sempre tra noi cugini e si correva spesso sopra i prati.

E’ passato tanto tempo da quando si correva sopra i prati e non siamo più piccolini siamo diventati anziani, ma dentro il nostro cuore siamo rimasti sempre quei bambini.

 

il poeta ignorante (T.A.)

Reparto cure pagliative

Gente che soffre in quelle tristi stanze, niente sorrisi e false speranze.

Gente incapace di reagire, gente che ascolta ma non ha niente da dire.

Gente colpita dalla malasorte, gente rassegnata che aspetta solo la morte.

Sguardi nel vuoto e col viso scuro tanto dolore e niente futuro.

 

Il poeta ignorante (T.A.)