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Quel mondo assai diverso

Vi voglio raccontare di un mondo assai diverso, che non esiste più è finito e si è perso.

Io sono nato in inverno in un paesino in montagna che non era il paradiso ma assomigliava più a un inferno.

Nel paese non c’era la strada, mancava l’acqua e non c’era la corrente, c’era solo la miseria e tanta brava gente.

Non c’erano omogeneizzati o pappe pronte quand’ero piccolino e quando avevi fame c’era quasi sempre zuppa o semolino.

Quando avevi sete non aprivi il rubinetto, ma prendevi l’acqua quando c’era con il mestolo dentro al secchio.

Quand’ero un bambino all’alba portavo le mucche a pascolare, ero come Heidi e non avevo mai visto il mare.

Allora veniva tanta neve e noi bambini eravamo in festa perchè non c’era più la scuola, non arrivava la maestra.

A natale si faceva l’albero con il ginepro, ma non c’erano palle luci o lustrini, si usavano caramelle, fiocchi di stoffa e mandarini.

Era un mondo assai diverso pieno di miseria e di fatica, ma se si potesse tornare indietro non la cambierei per nulla al mondo quella vita.

Era un mondo solidale e si stava tutti insieme, c’era molta più amicizia e ci volevamo tutti bene.

Sono passati dei decenni da quel mondo assai diverso, sono migliorate tante cose e sono successi tanti eventi, ma di una cosa sono certo sono peggiorati i sentimenti.

 

Il poeta ignorante (T.A.)

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